Direttamente dal palco del teatro è stata presentata la stagione 2026/27 del Metastasio: “Voci disarmate” propone grandi classici rivisitati e nuovi nomi, collaborazioni e nuove produzioni. Un cartellone che sceglie la pace, il dialogo e la nonviolenza, riconoscendo all’arte e alla cultura la capacità di poter scuotere le coscienze e richiamare alla responsabilità collettiva.
“La nostra nuova stagione è fatta di queste voci disarmate di fronte alla terrificante bellezza e al doloroso mistero della vita – spiega il direttore Massimiliano Civica – Voci che non minacciano, che non attaccano, che non offendono. Voci che non vogliono odiare o avere per forza ragione. Voci che fanno domande. Voci che santificano il “tu” a cui si rivolgono. Voci che vogliono capire e accogliere. Voci che non vogliono fare la guerra”.
Con 20 spettacoli distribuiti nelle tre sale del Metastasio, Fabbricone e Magnolfi, la stagione presenta 10 nuove produzioni e altrettanti spettacoli in ospitalità, tra riletture contemporanee di grandi classici, come Una delle ultime sere di Carnovale di Goldoni, La guerra civile di Marco Anneo Lucano, Antigone di Jean Anouilh, Il Rinoceronte di lonesco, Riccardo III di Shakespeare e Alla meta di Bernhard. Anche in questa stagione il teatro Metastasio ospiterà grandi spettacoli di gruppi e artisti internazionali: Natacha Belova e Tita Iacobelli con Une Traversée e Compagnie Pensée Visible con Come costruire un universo che non cada a pezzi in due giorni. Artiste e artisti di riconosciuto valore e giovani talenti emergenti compongono la rosa dei nomi in cartellone, dall’apertura il 15 ottobre affidata ad Alessandro Benvenuti con Pillole di me, ad Evelina Rosselli e Caterina Rossi, Mauro Pescio, Andrea De Rosa e Fabrizio Sinisi. Ancora Linda Dalisi, Pascal Rambert, Emma Dante, Leonardo Capuano e Renata Palminiello e molti altri. A chiudere la stagione invece il 6 maggio, in un luogo all’aperto, ancora da definire, la Medea fatta in ottava rima con la regia di Dario Marconcini e Giovanni Guerrieri.
“L’attenzione rivolta agli spazi non è secondaria rispetto alle attività di produzione culturale, che restano al centro del nostro lavoro – sottolinea Massimo Bressan, Presidente Fondazione Teatro Metastasio – A Prato, tuttavia, il teatro e la città sono sempre stati strettamente legati. Il teatro ha contribuito a far conoscere la città anzitutto agli stessi pratesi, quando l’industria, nel bene e nel male, rappresentava il tema dominante della vita cittadina. Gli spazi urbani sono stati spesso al centro delle nostre produzioni teatrali, dei laboratori e dei progetti speciali, così come degli eventi di Contemporanea e di MetJazz. È da questo legame profondo tra teatro e città che intendiamo ripartire. La riqualificazione degli spazi e la qualità della proposta artistica sono per noi parti di un medesimo progetto: rafforzare il ruolo del teatro come luogo aperto, capace di interpretare il presente e di accompagnare la crescita culturale della comunità. Con questo spirito guardiamo ai prossimi anni, consapevoli delle sfide che ci attendono ma fiduciosi nelle energie e nelle competenze che la città continua a esprimere”.
La stagione 2026/2027 del Teatro Metastasio è organizzata con il contributo del ministero della Cultura, regione Toscana, comune e provincia di Prato oltre al sostegno di Unicoop Firenze, Publiacqua e Fondazione Cassa di Risparmio di Prato. “Il Metastasio rappresenta un presidio culturale straordinario, non solo per la città di Prato, ma per l’intera provincia, per la nostra regione e, più in generale, per il Paese. Per questo motivo, essere presente oggi su questo palcoscenico assume un valore particolare – ha dichiarato il presidente della provincia di Prato, Simone Calamai – Sono felice di essere qui oggi, non soltanto per la presentazione di un cartellone di spettacoli di grande valore, ma soprattutto per la presentazione di un progetto culturale importante, rivolto a tutta la nostra comunità, in quanto il teatro e la cultura rappresentano il nostro più importante strumento di opportunità, crescita e sviluppo”.