Il vasto edificio dell’Istiuto Agronomico per l’Oltremare a Firenze si impone per la sobria ed elegante architettura moderna e monumentale
Quando venne terminato, nel 1941, su progetto di Aurelio Ghersi, e inaugurato nel 1942 era destinato ad accogliere il Regio Istituto agronomico per l’Africa Italiana, dal 1959 Istituto Agronomico per l’Oltremare. Al gusto novecentista degli esterni corrispondono gli arredi interni, appositamente progettati così come le decorazioni con motivi esotici, esito del sodalizio tra architetti, ingegneri, arredatori e artigiani. Vedi per esempio le due splendide applique di vetro di Murano all’ingresso realizzate proprio per l’edificio. Risalenti alle origini dell’istituto sono la ricca biblioteca, specializzata in agricoltura e economia tropicale e subtropicale che raccoglie oltre 131mila volumi e 800 riviste e periodiche, un centro di documentazione dove si conservano materiali storici sull’agricoltura delle zone tropicali in particolare delle ex colonie. Un museo agrario tropicale con la raccolta di attrezzi e strumenti provenienti da diversi paesi ma anche una vasta fototeca, con 498 album per un totale di 64.000 fotografie. La maggioranza delle immagini documenta il periodo dal 1920 al 1930 in Libia, Somalia, Eritrea e, successivamente, dal 1950 al 1960 sui paesi in cui ha avuto luogo l’emigrazione italiana in America Latina, soprattutto in ambito agricolo. Nel giardino, un’oasi verde in città, si trovava, oggi non più un’ importante collezione di piante tropicali e subtropicali, con oltre 350 specie raggruppate in base all’utilizzo. Ai lati dell’ingesso due bassorilievi in marmo porfirico dal tema coloniale, opera di Mario Moschi. Simbolo dell’istituto una palma potremmo dire gigliata in onore della città di Firenze.
FIRENZE - UN EDIFICIO NATO NEL 1941 CON UN’ARCHITETTURA SOBRIA E ELEGA
LIVE
3