Si è svolto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy un nuovo incontro dedicato al futuro del comparto civile e automotive, alla presenza della direzione aziendale, delle istituzioni, delle organizzazioni sindacali nazionali e territoriali e delle RSU degli stabilimenti coinvolti nel processo di cessione. Al centro del confronto, la preoccupazione per il destino dei siti italiani e dei livelli occupazionali. La FIOM-CGIL, attraverso una nota congiunta nazionale e territoriale, ha ribadito la richiesta di massime garanzie durante la fase di vendita, inizialmente prevista entro il primo trimestre del 2026 ma destinata a slittare di alcune settimane. Il sindacato ha chiesto con forza che, in questa fase delicata, non vengano effettuate operazioni in grado di indebolire gli stabilimenti italiani, sottolineando la necessità che ogni eventuale acquirente presenti, prima del closing, un piano industriale dettagliato, credibile e verificabile, accompagnato da precise tutele occupazionali. Secondo la FIOM, è fondamentale che Rheinmetall formalizzi impegni chiari sul mantenimento e sullo sviluppo delle competenze presenti nei siti italiani, sul modello delle garanzie già sottoscritte in Germania.
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