Le prime misure di protezione del carcere della Dogaia stanno per arrivare. Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha recepito gli appelli del procuratore di Prato, Luca Tescaroli, e ha dato il via libera al finanziamento per l’installazione di reti antilancio utili a evitare che dall’esterno possano arrivare droga e telefonini. Sono settimane che la procura denuncia il continuo ingresso di stupefacenti e microtelefoni recapitati ai detenuti con droni, canne da pesca, fionde, frecce. La fantasia per superare gli ostacoli non conosce limiti e gli ultimi fatti lo hanno dimostrato. E’ la prima risposta che arriva sul carcere della Dogaia al centro di inchieste pesantissime che hanno squarciato il velo sull’illegalità che dilaga dentro la casa circondariale e sulle falle dei sistemi di controllo. Nei giorni scorsi si è aperta l’udienza preliminare con cinquanta imputati tra detenuti, loro familiari e qualche divisa. Un’udienza preliminare contenitore di tre diversi filoni: la disponibilità di droga e telefonini per i reclusi, le rivolte contro gli agenti e l’evasione di un detenuto che fu poi rintracciato e di nuovo rinchiuso in cella.
Il procuratore aveva chiesto una serie di interventi di rinforzo sul carcere tra i quali, appunto, le reti antilancio per evitare l’atterraggio di plichi proibiti nelle parti esterne aperte ai detenuti.
Dal 12 febbraio, come da bilancio fornito dalla procura, alla Dogaia sono stati sequestrati un chilo di hashish, 35 grammi di cocaina, 9 telefonini. Nel 2025 sequestrati più di un chilo di cannabinoidi, due etti di cocaina, due grammi di ecstasy e 43 telefonini liberamente usati dai detenuti per chiamate, videochiamate e chat sui social.
PRATO - Droga e telefoni in cella: alla Dogaia arrivano le reti antilancio
Il sistema di protezione per evitare l'invio dall'esterno di plichi per i detenuti è stato annunciato dal Dap. Recepita una delle richieste avanzate dal procuratore Tescaroli che da mesi denuncia l'illegalità dilagante nella struttura
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