TOSCANA - ESSERE MAMMA NEL 2026, IL REPORT DI SAVE THE CHILDREN

Alessio Poggioni
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Nel giorno della Festa della Mamma, una delle ricorrenze più amate e sentite dagli italiani, simbolo di affetto familiare e tradizione, la Toscana si conferma tra le regioni più attente alla condizione materna, ma mostra segnali contrastanti. Nell’edizione 2026 del Mothers’ Index regionale – elaborato da Istat per Save the Children – la regione scivola dal terzo al quarto posto, in un quadro nazionale che evidenzia un lieve peggioramento complessivo.
Il report, contenuto nell’XI edizione di Le Equilibriste, la maternità in Italia, analizza sette ambiti chiave, dalla demografia al lavoro, dalla salute ai servizi. Proprio sul fronte demografico emergono le criticità più evidenti: il continuo calo della fecondità si riflette anche in Toscana, che perde una posizione, passando dal 14° al 15° posto.
Diverso il discorso sul lavoro, dove la regione registra un miglioramento relativo: pur in un contesto nazionale in peggioramento, la Toscana sale al secondo posto grazie all’aumento dell’occupazione tra le madri con figli minori (dal 75,6% al 76,9%) e alla riduzione del part-time involontario e dei contratti precari di lunga durata.
Preoccupante invece il crollo nella rappresentanza femminile: la Toscana scende dal quinto al quattordicesimo posto, con una diminuzione significativa della presenza delle donne negli organi politici locali, passata dal 35% al 22,5%.
Arretrano anche gli indicatori legati alla salute, con la regione che passa dal quarto al settimo posto a causa dell’aumento della mortalità infantile nel primo anno di vita. In lieve calo anche il comparto dei servizi, mentre resta stabile la soddisfazione soggettiva delle madri, ferma al decimo posto.
Un segnale positivo arriva infine dal contrasto alla violenza: la Toscana guadagna due posizioni, salendo al settimo posto per la presenza di centri antiviolenza e case rifugio.
Nel complesso, il quadro restituisce una regione ancora tra le più “amiche delle madri”, ma attraversata da fragilità che riflettono dinamiche più ampie a livello nazionale. Un tema che, proprio nella giornata simbolo dedicata alle madri, torna al centro del dibattito pubblico.

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