700 ettari complessivi andati distrutti, di questi 400 si trovano sul territorio di San Giuliano Terme. È un bilancio pesantissimo quello che emerge dalla fine dell’incendio avvenuto sul monte Faeta e che ha colpito Santa Maria del Giudice e Asciano Pisano. Il 28 aprile sarebbe iniziato il dramma sui monti pisani. Per il rogo sono indagati, per incendio boschivo colposo aggravato, due titolari di ditte individuali di Lucca che secondo l’accusa avrebbero bruciato sterpaglie in una uliveta e poi sarebbero andati a pranzo senza badare al Fuoco. Un vicino avrebbe dato l’allarme, vedendo le fiamme inghiottire il bosco. Ed è proprio sulla dinamica di quanto avvenuto che la Procura di Lucca ha nominato un consulente tecnico per ricostruire le origini e la dinamica dell’incendio. Il sostituto procuratore Salvatore Giannino ha nominato l’ingegnere Aldo Rebuffa, con il quale ha svolto un sopralluogo sul territorio. Una vicenda che ricorda in parte l’incendio avvenuto a Calci. Ad essere sempre interessato, il monte Pisano. Pochi giorni fa la visita della parlamentare Ilenia Zambito. La senatrice pisana ha presentato un’interrogazione parlamentare al fine di mettere in sicurezza il territorio, adesso fragile e che rischia smottamenti e ulteriori danni. “Servono interventi rapidi e concreti – ha detto – in modo che le comunità non rimangano sole ad affrontare la lunga fase di rinascita dell’ecosistema”.
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