Sgomberato con la forza il presidio davanti alla ditta Acca di Seano, l’impresa di logistica da giorni al centro di una dura vertenza che vede il sindacato Sudd Cobas al fianco degli operai che rischiano il licenziamento. La svolta stamani 3 luglio, quando decine di agenti di polizia, supportati dalle altre forze dell’ordine, sono arrivati in via Copernico per smobilitare il picchetto che impediva l’accesso alla ditta, al cui interno erano stipati numerosi scatoloni con merce pronta per essere spedita. Gli operai in sciopero e i sindacalisti sono stati poi portati in Questura. In totale si tratta di una quindicina di persone che, dopo essere state identificate, sono state poi rilasciate verso la fine della mattinata quando si sono poi riunite ai compagni nel presidio allestito all’inizio di via Copernico.
Pare che alla base dello sgombero ci sia un decreto di sequestro preventivo emesso dalla procura e finalizzato alla restituzione della merce bloccata all’interno della sede di Acca. Ci sarebbe un fascicolo per il reato di violenza privata a carico di diversi sindacalisti. La svolta è arrivata sulla scia delle denunce e delle rivendicazioni presentate dai proprietari delle merci bloccate, in larghissima maggioranza pronto moda cinesi del distretto pratese. Nei giorni scorsi un gruppo composto da ottanta imprenditori, per mezzo dell’avvocato Tiziano Veltri, ha sollecitato l’intervento delle istituzioni a partire dalla prefettura e depositato denunce per chiedere la ‘liberazione’ delle centinaia di pacchi attesi da clienti in mezza Europa.
La situazione è molto tesa. Appena due giorni fa si era aperto in Provincia il tavolo istituzionale per trovare una soluzione alla crisi. Come detto, i titolari di pronto moda che avevano la merce bloccata nel magazzino avevano chiesto l’intervento del prefetto paventando il rischio di chiusura per decine di aziende se i capi di abbigliamento non avessero raggiunto le loro destinazioni.
Subito dopo lo sgombero, sono arrivati i furgoni dei pronto moda con gli imprenditori che hanno avviato le procefure per il ritiro della merce bloccata. Una trentina tra sindacalisti e attivisti hanno inscenato una protesta con megafoni e bandiere. Un cordone di polizia e carabinieri ha chiuso l’accesso a via Copernico allo scopo di tenere a distanza i manifestanti dal capannone. “Forti con i deboli e deboli con i forti – l’accusa urlata contro la polizia dal Sudd Cobas – i padroni piangono e subito arriva la questura” Scontri e tafferugli in corso. “Siamo stanchi di questo sistema marcio, basta sfruttamento – le parole del sindacato – questa la risposta a chi protesta contro cento licenziamenti”.
“Sono tornate le scene che questa città sperava di non rivedere piu – si legge in un comunicato dei Sudd Cobas -. Operai e sindacalisti trascinati sull’asfalto e caricati a forza in un pullman per essere portati in questura. Trattati come criminali mentre lottiamo contro la mafia, lo sfruttamento e l’illegalità. Lo Stato a Prato ha deciso di essere forte con i deboli e debole con i forti. Oggi i soldi pubblici vengono spesi per un operazione di polizia in difesa di un azienda che ha evaso 71 milioni di euro di tasse e sgomberare lavoratori che difendono I posti di lavoro e diritti. È bastata la lagna di qualche pronto moda per la merce ferma in magazzino per scatenare un operazione di polizia impressionante e fare carta straccia del diritto di sciopero e dell’articolo 40 della Costituzione”.
“Non abbiamo visto questa solerzia – prosegue la nota – quando gli operai della Acca venivano sprangati sotto le loro case per aver chiesto un contratto di lavoro. La Stato oggi manda un messaggio orribile: una scatola di vestiti vale più della vita di 100 operai. È non importa che l’azienda si già a processo per sfruttamento e caporalato, una frode fiscale da 71 milione di euro e sia da anni in odore di mafia. Ma la città di Prato sa chi sono i veri criminali”.
“Oggi ha vinto lo Stato. Ha vinto la legalità. Ha vinto il diritto – sono invece le parole dell’avvocato Nunzio Giudice, legale degli imprenditori coinvolti nella vicenda del polo della logistica Acca -. Non era pensabile che decine di imprenditori, titolari di merce regolarmente acquistata e interamente pagata, continuassero a vedere i propri beni bloccati all’interno dello stabilimento, subendo un danno economico rilevantissimo e mettendo a rischio la continuità delle proprie aziende e i posti di lavoro. Per settimane abbiamo cercato una soluzione esclusivamente attraverso il dialogo e nel pieno rispetto della legge. Fino all’ultimo, anche nella giornata di ieri, abbiamo tentato ogni strada possibile per raggiungere un’intesa pacifica. Purtroppo, ogni tentativo è risultato vano”. Sin dall’inizio della vicenda, si spiega nella nota diffusa dal legale, Giudice ha presentato una querela chiedendo alla procura di accertare tutte le eventuali responsabilità penali emergenti dalle indagini. “Riteniamo – prosegue il legale – che i fatti prospettino ipotesi di reato che saranno oggetto delle valutazioni della procura della Repubblica. Sarà l’autorità giudiziaria, nel pieno rispetto delle garanzie previste dalla legge, ad accertare ogni responsabilità”. Proprio per stamani era stata annunciata una conferenza stampa del legale e dagli imprenditori sulla vertenza Acca, che è stata poi annullata “a seguito del sopraggiunto sblocco della situazione presso Acca srl e alla conseguente risoluzione della problematica che aveva determinato la convocazione dell’incontro con la stampa”. “Per giorni – spiega l’avvocato Nunzio Giudice, che rappresenta almeno 30 delle ditte di pronto moda che avevano la merce bloccata nel magazzino – ho tentato di fare accesso nella ditta ma i sindacalisti me lo impedivano. Così io chiedevo ogni volta ai poliziotti di raccogliere le loro generalità e li denunciavo. Ho presentato almeno 50 denunce”. Lo stesso aveva già fatto l’avvocato Tiziano Veltri, che sottolinea di rappresentare oltre 100 aziende del distretto del pronto moda cinesi. Tra queste, spiega, “Sg trasporti, che è capofila dell’azione legale con la richiesta di sequestro della merce”.
Nel pomeriggio, poi, via Copernico è stata riaperta con il presidio dei Sudd Cobas che si è spostato davanti ai cancelli chiusi della Acca, presidiati da polizia e carabinieri in assetto antisommossa.