Una bella giornata di sole ha salutato Firenze questa mattina, che celebrato la festa della liberazione prima con la deposizione della corona di alloro sulla colonna ai caduti in piazza dell’Unità Italiana e poi con gli interventi dall’arengario di Palazzo Vecchio. Tante persone intervenute, e anche qualche accenno di polemica, viste le iniziali transenne molto distanti dalle autorità posizionate dalle forze dell’ordine. Al punto che la sindaca Funaro ha chiesto, e ottenuto, di far avvicinare le persone, con la minaccia di non tenere il discorso. Perché il 25 aprile, ha detto poi dal palco ricordando soprattutto le donne partigiane che hanno contribuito alla liberazione di firenze e dell’Italia, è una festa di tutti e per tutti.
Presenti in piazza tutte le istituzioni cittadine, e anche l’Imam Izzedin Elzir, che ha letto la lettera del rabbino di Firenze, rivendicando un ponte importante tra culture e religioni che proprio da Firenze vuole essere risposta ai potenti che incendiano il medi oriente.
Nel corso della mattinata non sono mancate le polemiche: un gruppetto di sostenitori propal ha tentato a più riprese di interrompere le celebrazioni sotto palazzo vecchio, apostrofando anche come nazisti i rappresentanti delle associazioni pro-ucraina arrivati in piazza pacificamente con le bandiere. Nelle prime ore della giornata, invece, altri cittadini sono tornati sotto la sede del partito di Vannacci a protestare contro di lui. Divelta invece a Sorgane la targa dedicata a Norma Crosetto, vittima delle Foibe.
Ma il 25 aprile, ha rimarcato il palco di Piazza Signoria, dove oltre alla sindaca Funaro c’erano Silvana Sciarra, presidente emerita della corte costituzionale, e la presidente di ANPI Toscana Vania Bagni, non è una festa divisiva per sua natura. E chi continua a sostenerlo, si pone dalla parte sbagliata della storia.
FIRENZE - 25 APRILE: CERIMONIA E UN PONTE TRA LE RELIGIONI PER LA PACE
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