Acque in peggioramento, aria in miglioramento ma con nuove sfide all’orizzonte. È il quadro che emerge dall’Annuario 2024 di Arpat, presentato a Firenze nella Sala Esposizioni di Palazzo Strozzi Sacrati. Il rapporto, giunto alla XIV edizione, analizza oltre 90 indicatori e offre una fotografia aggiornata dello stato di salute di aria, acqua, suolo e mare in Toscana, tra segnali incoraggianti e criticità ancora aperte. Sul fronte della qualità dell’aria, il bilancio è nel complesso positivo rispetto ai limiti attualmente in vigore. Il biossido di azoto (NO2), storicamente critico in alcune aree urbane, rientra nei parametri e consolida un trend di miglioramento avviato nel 2023, grazie anche al rinnovo del parco veicolare e a condizioni meteo più favorevoli. «Il quadro regionale si conferma complessivamente positivo – ha spiegato il direttore generale Piero Rubellini – ma la vera sfida è rappresentata dai nuovi limiti europei, molto più stringenti». Con la direttiva 2881/2024, infatti, diverse centraline toscane supererebbero i valori previsti per PM10, PM2,5 e NO2. Più complessa la situazione delle acque. Se quelle sotterranee mantengono in generale una buona qualità, salvo le aree soggette a pressioni industriali o agricole, solo il 30% dei corpi idrici superficiali raggiunge uno stato ecologico buono o elevato, in calo rispetto al triennio precedente. «Gli eventi meteorologici estremi degli ultimi anni hanno inciso profondamente sugli ecosistemi fluviali e lacustri», ha sottolineato Rubellini, evidenziando l’impatto crescente del cambiamento climatico. In flessione anche le acque marino-costiere, mentre arrivano segnali positivi dalle acque di balneazione: su 277 aree controllate, 30 risultano non conformi, in miglioramento rispetto al 2023, anche grazie agli interventi sugli scarichi e alla gestione del servizio idrico.
TOSCANA - ARPAT: MIGLIORA LA QUALITÀ DELL’ARIA, PEGGIORA L’ACQUA
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