“Il tema dell’industria va rimesso al centro delle politiche delle regioni e del governo”. Il numero uno della Fiom nazionale, Michele De Palma, in Toscana per partecipare alle assemblee dei lavoratori delle principali aziende fiorentine sull’ipotesi di rinnovo del contratto dei metalmeccanici, non usa mezzi termini per spronare chi governa a mettere in campo politiche che fermino e invertano la deindustrializzazione del Paese e della regione. Ed è proprio al governatore toscano che viene rivolto un invito specifico di fronte a crisi aziendali sempre più numerose. “Faccio un appello al presidente della Regione” Toscana, Eugenio Giani, perché “credo che sia necessario un confronto urgente su alcuni dossier di crisi industriale reale che ci sono in questo momento in Toscana – ha detto De Palma – “Uno dei settori in questione è il settore dell’automotive: abbiamo più stabilimenti in cui si rischiano gli occupati e si rischiano le chiusure. Abbiamo la situazione di Piombino: stamattina c’è un elemento in più che si è determinato, il rischio per le lavoratrici e lavoratori, a fronte di un infortunio al forno. Noi abbiamo bisogno su Piombino, sull’automotive, e sul sistema della moda di andare oltre, penso anche alla situazione di Beko” a Siena.
Per il leader della Fiom “abbiamo la necessità di poter avere un tavolo regionale che ci dia la possibilità di poter poi, dopo, negoziare anche con il governo soluzioni industriali e occupazionali che non vedano la distruzione della capacità produttiva industriale che c’è in una regione come questa. In secondo luogo bisogna discutere con la Regione di come si attirano nuovi investimenti industriali”.
A stretto giro di posta, Giani ha dato la sua disponibilità ad incontrare il sindacato condividendo l’obiettivo di reindustrializzare il territorio.
La prima azione da mettere in campo per Fiom è fiscale: “Detassare gli aumenti del contratto nazionale, e ovviamente aumentare invece le tasse per chi vive di rendita – ha chiosato De Palma – Chi sceglie la rendita finanziaria come anche la rendita immobiliare paga meno tasse di quante ne paga un lavoratore che la mattina si sveglia e va a lavorare”.
Veniamo al rinnovo del contratto. Tra domani e venerdì i lavoratori sono chiamati a esprimersi su un’ipotesi di accordo che prevede un aumento superiore all’inflazione: “Siamo a 205 euro di aumento. – spiega Daniele Calosi, segretario toscano della Fiom Cgil – Se l’inflazione cresce, crescerà di pari passo anche l’aumento”. Il leader nazionale di Fiom aggiunge: “C’è una grande partecipazione delle lavoratrici e lavoratori alle assemblee. C’è una grande consapevolezza del fatto che il contratto nazionale dei metalmeccanici è l’unico contratto nazionale che difende davvero i lavoratori dall’inflazione e che garantisce loro un potere d’acquisto oltre l’andamento dell’inflazione”.
De Palma rivendica che “siamo riusciti con questo contratto a dare stabilità nei rapporti di lavoro precari rispetto alla legge che c’è nel nostro paese: e la sensazione che ho avuto dalle assemblee è che c’è, ovviamente nelle aziende in cui si lavora, la volontà di andare avanti, che vorrebbe dire anche al sistema politico regionale e nazionale che il tema dell’industria va rimesso al centro delle politiche delle regioni e del governo”.
TOSCANA - DE PALMA (FIOM): “CONFRONTO URGENTE CON GIANI SU CRISI”
LIVE
2