Una serie di azioni nel distretto per rendere più incisiva l’azione di contrasto all’illegalità. E, accanto a questo, la tutela effettiva di chi denuncia e una maggiore valorizzazione delle imprese che operano nel perimetro delle regole. Priorità chiare quelle che le associazioni dell’artigianato – Confartigianato e Cna – hanno portato all’attenzione delle commissioni Giustizia e Lavoro della Camera nel corso dell’audizione di oggi, mercoledì 21 gennaio, sulle risoluzioni in materia di sfruttamento dei lavoratori nel distretto tessile. Un appuntamento importante per ribadire le necessità della parte sana del distretto pratese e diradare la pesante cappa di illegalità rappresentata dall’imprenditoria che prospera fuori da ogni norma di tipo economico, produttivo, forza lavoro, urbanistico, sanitario, sicurezza.
Per Confartigianato ha parlato il segretario, Davide Majone, per Cna la coordinatrice Federmoda Toscana Centro, Mirjana Petrovic (la presidente di Cna World China, Shan Xiaoyun, non ha potuto partecipare all’incontro a Roma per impegni di lavoro).
Dal rafforzamento strutturale e coordinato dei controlli alla tracciabilità digitale delle filiere produttive, dalla garanzia di tutela effettiva ai lavoratori sfruttati che denunciano alla valorizzazione delle aziende che si muovono nella legalità: queste le priorità illustrate dalle due associazioni di categoria. Sul profilo della trasparenza e della governance della filiera produttiva, Confartigianato e Cna hanno insistito in modo particolare richiamando l’introduzione di strumenti digitali di tracciabilità e la responsabilizzazione, netta e precisa, dei committenti e delle imprese capofila per contrastare con efficacia la troppo lunga catena del subappalto che finisce per scaricare l’illegalità sull’ultimo anello.
Per quanto riguarda lo sfruttamento dei lavoratori, le associazioni degli artigiani hanno ribadito che occorre incentivare la denuncia, l’emersione del lavoro nero, la lotta al sommerso attraverso protezioni concrete in grado di annientare l’arma del ricatto che non è solo il posto di lavoro, ma anche la casa, i documenti per sostenere il permesso di soggiorno e ciò che serve ad affrontare ogni eventuale iter amministrativo. Chi si affida alla giustizia, chi collabora e punta il dito con coraggio contro gli sfruttatori, deve essere certo, insomma, di trovare riparo.
Infine, alle commissioni Giustizia e Lavoro è stato posto il tema delle aziende che rispettano le regole, che investono in sicurezza, in qualità, in sostenibilità. ‘Laboratorio Legalità Prato’ è il nome del progetto ispirato alle buone pratiche già instaurate sul territorio, per esempio il piano ‘Lavoro sicuro’ promosso dalla Regione Toscana, pronto come modello da replicare anche altrove, in altri distretti industriali e produttivi.
“Il contrasto all’illegalità – il commento di Confartigianato e Cna – è una condizione imprescindibile per tutelare il lavoro regolare, garantire una concorrenza leale e salvaguardare la reputazione del distretto tessile di Prato e del made in Italy. Solo un presidio pubblico stabile, coordinato e misurabile può impedire che lo sfruttamento continui a penalizzare imprese sane e lavoratori”.
PRATO - Distretto, le associazioni degli artigiani a Roma per l’audizione alla Camera: “Più tutele per chi denuncia lo sfruttamento sul lavoro”
Oggi a Roma le commissioni Giustizia e Lavoro hanno ricevuto i rappresentanti di Confartigianato e Cna per fare il punto sul distretto tessile. Proposte per rendere più incisivi i controlli, incentivare la denuncia gli operai sfruttati e valorizzare le imprese che rispettano le regole
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