Su trentacinque province italiane in zona rossa per incidenza di morti sul lavoro rispetto agli occupati, quattro sono toscane: Livorno, Pisa, Pistoia e Arezzo. Di contro, su 26 province con zero morti, solo una è toscana: Prato. Dal primo gennaio al 30 giugno sono 26 le vittime sul lavoro in tutta la Toscana che passa dalla zona rossa del primo trimestre che ha registrato 12 morti all’attuale arancione. E’ quanto si rileva dall’ultima statistica pubblicata dall’Osservatorio sicurezza sul lavoro e ambiente di Vega Engineering che parla di 482 vittime in Italia, con un calo del 4 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025. “L’emergenza è tutt’altro che superata – il commento dell’Osservatorio – perché se da una parte prosegue il miglioramento osservato già nei primissimi mesi del 2026, dall’altra l’intensità sta diminuendo”.
In termini assoluti, dunque uscendo dal sistema di calcolo applicato dall’Osservatorio Vega la cui classifica è basata esclusivamente su quanto le vittime incidono sul numero degli occupati, in Toscana il maggior numero di morti si è registrato a Firenze e a Pisa – cinque ciascuno – e a seguire 4 morti a Livorno, 3 a Pistoia, Arezzo e Lucca, uno a Massa Carrara, Grosseto e Siena.
Costruzioni, trasporti e attività manifatturiere i settori con più vittime. In larga maggioranza gli infortuni mortali hanno riguardano uomini tra i 54 e i 64 anni, ma non passa inosservata l’incidenza degli ultrasessantacinquenni che raggiunge i 45 decessi per milione di occupati, e quella dei lavoratori stranieri che arriva a 37. Il giorno più luttuoso continua ad essere il giovedì. Calano gli infortuni mortali ma aumentano quelli con feriti gravi e gravissimi: 265mila in tutta Italia nel primo semestre di quest’anno, il 4,8 per cento in più dello stesso periodo del 2025.
TOSCANA - MORTI SUL LAVORO: 26 IN TOSCANA NEI PRIMI SEI MESI DELL’ANNO
LIVE
3