Si chiama “Pane” l’opera dell’artista di origini armene Narine Arakelian che è esposta fino al 30 maggio negli spazi dell’Accademia delle Arti del Disegno. La grande scultura in tufo rosa proveniente dall’Armenia, terra di antichissima tradizione cristiana che trasforma il pane da alimento essenziale a simbolo stratificato della civiltà umana, è suddivisa in tredici parti pur lasciandone intravedere l’intero e rimanda all’Ultima Cena e alla dimensione rituale dell’Eucaristia. L’ispirazione per quest’opera, spiega l’artista, mi è venuta quando ero a Matera e ho assistito all’antica tradizione cristiana di dare pane ai poveri. L’antica tradizione si coniuga però con la modernità dei segni iscritti sulla scultura, riconducibili alla simbologia delle criptovalute, e da citazioni testuali come “to be or not to be”. Figura di rilievo della scena artistica internazionale, Narine Arakelian esplora da sempre i temi della giustizia sociale, dell’identità e della memoria culturale attraverso una pratica che spazia dalla scultura all’installazione, dal video alle tecnologie digitali e all’intelligenza artificiale. Il suo lavoro rilegge simboli, gesti e archetipi della storia dell’umanità, indagando al tempo stesso le profonde trasformazioni sociali, culturali e tecnologiche del presente.
FIRENZE - MOSTRE: “PANE” DI NARINE ARAKELIAN RIFLETTE SUL SIGNIFICATO DEL NUTRIMENTO
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