L’addio di Roberto Vannacci alla LEGA non è soltanto un caso nazionale, se – come accaduto in Toscana – il generale ha nei mesi scorsi accentrato la leadership del Carroccio, ottenendo poltrone e posizioni che oggi è pronto a fare sue. Come nel caso del Consiglio Regionale, dove l’unico leghista eletto, Massimiliano Simoni, braccio destro di Vannacci, ha già dichiarato di volerlo seguire nella nuova avventura di estrema destra dal titolo “Futuro Nazionale”. La Lega dunque si ritroverà per la prima volta da quindici anni senza una rappresentanza in Consiglio. Un prezzo altissimo pagato da Salvini che proprio a Firenze lo incensò con il ruolo di vice-segretario, consegnandogli di fatto le chiavi delle elezioni regionali, che Vannacci giocò per sé. Non senza mal di pancia, tra l’altro, da parte di alcuni militanti della Lega, e in primis Susanna Ceccardi, che non ha mai nascosto l’avversione per i metodi miilitari e impositivi dell’ex-generale. Così, mettendo Simoni nel listino bloccato alle scorse elezioni regionale, e non riuscendo a evitare il travaso di voti dalla lega a Fratelli d’Italia (non ci fu “l’effetto Vannacci” che molti speravano), il risultato è che la consigliera uscente Elena Meini, come molti altri iscritti sul territorio, sono rimasti fuori.
Certo, va detto che la Lega non è nuova alle fuoriuscite: dal 2010 su 16 consiglieri eletti, ben 7 hanno cambiato casacca, e i due candidati governatore (Borghi nel 2015 e la stessa Ceccardi nel 2020) hanno rinunciato a guidare l’opposizione per occupare altri luoghi (la camera dei deputati e il parlamento europeo). Esaurita quindi l’esperienza al Palazzo del Pegaso, resta da capire chi tra i toscani seguirà Vannacci: probabili Tommaso Villa, e l’aretino Cristiano Romani , già vicepresidente dell’associazione «Il mondo al contrario». Probabile infine che si accodi anche l’ex-deputato pisano Edoardo Ziello, e l’ex consigliere comunale di Prato Claudiu Stanasel.
Se non altro, il divorzio potrebbe riportare un po’ di compattezza nei ranghi della lega in Toscana: in molti, a partire da Viareggio, ma anche agli ex- consiglieri regionali Galli e Baldini, si erano allontanati a causa della presenza di Vannacci, e il commissario Crippa – veneto – non era riuscito finora a ricomporre i pezzi. Sul tavolo evidentemente, al netto del blitzcrieg (per stare sui termini bellici) dell’ex generale, c’è un partito da ripensare, a partire dalla sua classe dirigente, che negli anni ha perso in Toscana più che altrove, e appare oggi orfana tanto di guida quanto di progetto.
TOSCANA - ADDIO VANNACCI: LA LEGA SPARISCE DAL CONSIGLIO REGIONALE
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