FIRENZE - FIRENZE FIERA, CONTI OK MA SUL CANONE CHIEDE AIUTO AI SOCI

Redazione
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Sembra tornato il sereno nei conti di Firenze Fiera, la società pubblica che gestisce i principali spazi congressuali e fieristici del capoluogo di regione. Il punto è stato fatto dal presidente Lorenzo Becattini ieri in commissione Controllo e garanzia del Consiglio regionale e oggi in occasione delle celebrazioni per i 130 dal primo congresso della storia contemporanea. Dal valore medio dell’utile di 16 milioni di euro registrato nel periodo pre-Covid, si è passati ai 24,7 milioni del 2024 e ai 24 del 2025, oltre a tornare con il segno + già nel 2023, in anticipo rispetto a quanto previsto dalla legge Madia.
La vera tranquillità però, arriverà con l’aumento di capitale da 6 milioni e 350mila euro, sottoscritto solo dalla Regione. Due gli utilizzi: digitalizzazione e l’acquisizione di una società di allestimento degli spazi.
E poi c’è la questione del canone concessorio della Fortezza su cui peraltro il capogruppo di Forza Italia, Marco Stella annuncia la presentazione di 10 interrogazioni. Da quest’anno il canone sarà di un milione e 150mila euro, pieno, nonostante gli spazi non siano completamente fruibili. Da qui la richiesta ai soci di ragionare su una possibile mitigazione. “Vogliamo portare i soci a ragionare sulla mitigazione di questo carico che la società avrà addosso – ha affermato Lorenzo Becattini – ma noi abbiamo un rapporto solido con i soci e, ferme restando le cose già pattuite, chiediamo di tener conto che la Fortezza è un cantiere, perché non è che ce l’abbiamo nuova di zecca e allora si possono aumentare i prezzi: avendo un cantiere abbiamo dei disagi, ce li ha anche Pitti”.
Il settore fieristico comunque è in ripresa e Firenze è una delle destinazioni congressuali più richieste: “Il sistema congressuale è un’infrastruttura immateriale che rafforza la vocazione internazionale di un territorio e ne alimenta il posizionamento nei circuiti scientifici, accademici e imprenditoriali. – ha osservato Laura Masi, presidente di Fondazione Destination Florence – “in un’epoca in cui le destinazioni sono chiamate a governare con attenzione i flussi turistici per far sì che convivano al meglio con la vita di residenti e city users, il comparto congressuale rappresenta uno strumento di equilibrio: programmabile, distribuito nel corso dell’anno, capace di attivare filiere qualificate e di dialogare con il sistema universitario e produttivo locale”.

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