Vogliamo la “reindustrializzazione della Toscana per non fermarci alla rendita”, una reindustrializzazione che passa dalla sicurezza, da quella energetica, a quella digitale; da quella dei mercati, a quella delle regole. Su queste declinazioni invitiamo Istituzioni, categorie, sindacati, mondo della ricerca e della cultura a lavorare insieme a noi”. E’ la proposta che il numero uno di Confindustria Toscana centro e Costa lancia dal teatro del Maggio in occasione dell’assemblea annuale dell’associazione di via Valfonda. Un appello che arriva quasi alla vigilia dello sciopero dell’industria con manifestazione a Firenze proclamato per il 9 luglio da Cgil Cisl e Uil per chiedere reali politiche industriali. Presente anche il numero uno di Confindustria nazionale Emanuele Orsini che allarga il ragionamento all’Europa. L’incontro di oggi strizza l’occhio anche all’industria bellica. Sono intervenuti infatti, il ministro della difesa Guido Crosetto e il numero uno di Leonardo Francesco Macrì che ricorda le ricadute sul territorio degli investimenti in ricerca militare e spaziale con possibili contaminazioni per gli usi civili.
“Siamo presenti su 55 siti in Italia con 38.000 impiegati di cui 2.500 diretti in Toscana, tra i siti di Abbadia San Salvatore, Montevarchi, Pisa, Campi Bisenzio. Abbiamo rapporti con 240 aziende toscane, molto avanzate sul piano tecnico e tecnologico. Nel 2025 abbiamo rilasciato ordini per 260 milioni, un indotto ulteriore di 6.500 occupati”
Firenze - Confindustria: “Reindustrializzazione passi da sicurezza”
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