FIRENZE - OMICIDIO MAATI: DUBBI DELLE DIFESE SU IMMAGINI TELECAMERE

Nadia Tarantino
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Mancherebbe un spezzone al racconto dell’omicidio di Maati Moubakir, il 17enne di Certaldo accoltellato al cuore e alla schiena all’alba del 29 dicembre 2024 in via Tintori a Campi Bisenzio, dopo la discoteca. Ne sono convinti i difensori di due dei cinque imputati, tutti tra i 19 e i 23 anni, in carcere con l’accusa di concorso in omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dai futili motivi. E’ quanto è emerso oggi nel corso dell’ultima udienza prima della pausa estiva: gli avvocati Toccafondi e Fani, che assistono Denis Ekani, e Bartoli, che difende Diego Voza, hanno introdotto un nuovo argomento: la mancanza di alcune immagini tra tutte quelle acquisite dai carabinieri, in via Tintori e nelle strade vicine, subito dopo l’omicidio. Secondo gli avvocati una delle telecamere delle banca, all’angolo tra via Buozzi e via Tintori, non era in funzione o funzionava male. Il direttore della banca, chiamato a testimoniare, non ha saputo fornire dettagli, rimandando tutto alla società che si occupa della gestione del sistema di videosorveglianza dell’istituto di credito e i cui tecnici saranno sentiti a settembre, quando il processo riprenderà. Sul banco dei testimoni anche i carabinieri che acquisirono le immagini, quelle delle banca come di altri negozi e uffici della zona; uno dei militari, in particolare, ha detto che visionò rapidamente i filmati commentando che quelle telecamere, per la qualità che restituivano, non solo non erano utili alle indagini sull’omicidio ma neppure alla banca stessa.
Insieme a Voza e Ekani, sono imputati Denis Mehmeti, Ismail Arouizi e Francesco Pratesi. Maati Moubakir fu picchiato e accoltellato alla schiena in tre diverse fasi tra la discoteca e via Tintori dove, già gravemente ferito, riuscì a salire sull’autobus da cui fu però scaraventato a terra, sulla strada, e accoltellato a morte con due fendenti al cuore.

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