In base al decreto del Governo sulle rinnovabili nel 2030 la Toscana dovrà produrre un totale di 4.250 megawatt di energia pulita (tra eolico e fotovoltaico) in più rispetto al 2021. Ora i nuovi impianti (quelli che valgono per il conteggio) ne producono 935 in più rispetto a cinque anni fa. Un ritardo evidenziato dalle pagine del Corriere Economia per recuperare il quale la nostra Regione dovrebbe produrre 700 megawatt ogni anno nei prossimi 4 anni, invece dei 175 all’anno prodotti finora. Lo studio su cui si basa il dossier del Corriere è quello dell’Osservatorio R.E.gions2030 di Elemens e Public Affair Advisor che però non tiene conto della Geotermia ed è su quella che punta il presidente della Regione.
Giani cita anche le 13 briglie sull’Arno da Firenze a Incisa e Figline che una volta tutte a regime dovrebbero, sostiene, valere per il 25% dell’energia prodotta per il capoluogo toscano. Quanto alla legge sulle aree idonee ad ospitare impianti di rinnovabili, arriverà in Giunta la prossima settimana per poi passare all’esame del Consiglio, annuncia sempre Giani. Il fotovoltaico sarà ampliato del sul 3,5% di territorio rispetto ad oggi. Meno propensa è invece la regione all’eolico, preferendo eventualmente impianti in mare. Di diverso avviso è AVS, che sostiene la maggioranza di Giani. “Dobbiamo dare una spinta decisiva alle rinnovabili, in particolare sull’eolico, dove i tanti no non sono un fatto tecnico, ma politico» sostiene il capogruppo in Consiglio Lorenzo Falchi invitando la regione a fare presto e rendere più semplice l’installazione di impianti.
TOSCANA - RINNOVABILI: LA TOSCANA è IN RITARDO MA GIANI PUNTA SULLA GOTERMIA
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