PRATO - Oltre 43mila visitatori al Centro Pecci, che chiude il 2025 con un bilancio positivo e un avanzo di gestione di 6mila euro

Numeri in crescita per la Fondazione per le Arti Contemporanee in Toscana che conferma l'aumento di pubblico, ricavi propri, sostegno privato e patrimonio
Redazione
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Per il secondo anno il Centro Pecci chiude con un bilancio in positivo e un avanzo di gestione di 6mila euro, approvato dal Cda della Fondazione per le Arti Contemporanee in Toscana, confermando il percorso di consolidamento e la crescita la crescita di pubblico, ricavi propri, sostegno privato e patrimonio. Nel 2025 i soci fondatori hanno contribuito per 2 milioni e 58 mila euro di cui 1 milione e 300 mila dal comune di Prato e 750 mila dalla regione Toscana. Il numero complessivo dei visitatori del Pecci ha raggiunto quota 43.182, con un incremento del 22% rispetto al 2024. Le entrate da attività proprie (bigliettazione) sono salite a 332.762 euro, con un incremento del 37% rispetto allo scorso anno. Il 2025 conferma il rafforzamento della capacità di attrarre risorse private. I finanziamenti privati hanno raggiunto 963.262 euro, con un incremento del 25% rispetto al 2024 e del 67% rispetto al 2019, rappresentando il 28% del totale delle risorse attratte

“Il bilancio si chiude con un piccolo attivo che per noi è molto importante – commenta Lorenzo Bini Smaghi presidente del Centro Pecci – Siamo in crescita in termini di visitatori, +20% rispetto allo scorso anno e anche le entrate aumentano, la biglietteria sale a +37%, come i finanziamenti privati che sono in netto aumento, rispetto al periodo antecedente al Covid abbiamo addirittura triplicato. Dunque c’è un interesse sempre crescente da parte della realtà Toscana, delle aziende, delle imprese e dei membri che ci sostengono. L’obiettivo è quello di continuare questa tendenza e i primi dati del 2026 sono allineati con questa crescita”.

Il risultato testimonia una gestione prudente e al tempo stesso orientata allo sviluppo, in un anno segnato da un investimento importante sulla programmazione, sulla comunicazione, sull’accessibilità (proposto il nuovo logo e nuovo sito) e sulla capacità del Centro di rafforzare il proprio ruolo come spazio culturale aperto, radicato nel territorio e in dialogo con il contesto nazionale e internazionale. Diversificare le fonti per gli investimenti è infatti fondamentale per il Pecci, con bandi, sponsorizzazioni e il fundraising per intercettare le dinamiche del presente e del futuro della cultura. Il patrimonio netto della Fondazione è salito a 2.163.890 euro con un incremento del 9,54% (esclusa la donazione Palli). Un passaggio particolarmente significativo dell’anno riguarda il patrimonio artistico. Nel 2025 è stato formalizzato il lascito del collezionista pratese Carlo Palli, che comprende 190 opere selezionate dalla sua raccolta privata, l’intera collezione Fluxus composta da 380 opere e documenti, oltre a libri d’artista e periodici destinati ad arricchire le raccolte del CID. Si tratta di una delle più estese donazioni mai ricevute da un museo d’arte contemporanea italiano. Nel corso dell’anno il Centro Pecci è stato inoltre ammesso al finanziamento del bando PAC 2025 del Ministero della Cultura per l’acquisizione di opere di Louis Fratino e Margherita Manzelli, confermando una politica di incremento della collezione fondata sulla relazione tra ricerca artistica, programmazione espositiva e valorizzazione del patrimonio.

“Siamo molto soddisfatti che il Centro Pecci sta diventando sempre di più una presenza nel territorio che è sentita e vissuta dalle persone di Prato e della Toscana e si – sta proponendo sempre di più come un’istituzione centrale nel dibattito artistico italiano e internazionale – spiega il direttore generale Stefano Collicelli Cagol – A febbraio siamo stati invitati a Città del Messico proprio per parlare del Caso Pecci e di come le attività, grazie ad un attento sviluppo del fundraising, siamo riusciti a portare avanti una serie di istanze anche di proposta culturale che sono riuscite a convincere, infatti abbiamo triplicato il finanziamento dei privati rispetto all’anno pre Covid”.

Per il futuro Collicelli Cagol fa sapere: “Vogliamo quest’anno aprire la biblioteca, e restituire l’arena esterna alla città, grazie alla nuova amministrazione con la quale potremo progettare insieme, avremo ulteriori risorse per far diventare sempre più centrale il Pecci, non solo per Prato ma anche per la Toscana e l’Italia”.

Il 2025 è stato attraversato dal tema Costruire comunità, che ha guidato l’attività del Centro Pecci nel rafforzamento del rapporto con i pubblici, con il territorio e con le diverse comunità che vivono il museo. La programmazione espositiva ha incluso Smisurata. Opere xxl dalla collezione Centro Pecci, Davide Stucchi. Light Lights, Vivono. Arte e affetti, Hiv-Aids 1982-1996 in Italia e Luigi Ghirri. Polaroid ’79/83, tutte prodotte appositamente per il Centro Pecci. Proprio grazie a mostre come Vivono e Ghirri con le polaroid, vi è stato anche un aumento di visitatori stranieri, dovuto anche all’attenzione posta alle mostre dalla stampa nazionale e internazionale. Il 2025 ha poi riportato anche l’opera di David Staccioli.  

Una cura particolare vi è anche nella relazione con il territorio per la presentazione di libri film e progetti. Accanto alle mostre infatti, sono cresciuti i format pubblici del museo: dalle Centro Pecci Night a Centro Pecci Books, dal Centro Pecci Books Festival a Dispacci, fino alle attività di cinema, educazione, accessibilità e arte e benessere. Il Centro ha continuato a sviluppare anche progetti dedicati a scuole, università, giovani adulti, persone con Parkinson, con Alzheimer, visitatori sordi, ciechi o ipovedenti, confermando la propria vocazione a essere non solo museo, ma luogo di partecipazione, cura e relazione.

Con il bilancio 2025, il Centro Pecci conferma dunque una traiettoria di crescita che tiene insieme sostenibilità economica, ampliamento dei pubblici, rafforzamento del patrimonio e capacità di generare valore culturale e sociale per il territorio. Il 2024 aveva rappresentato un anno di consolidamento; il 2025 segna un passaggio ulteriore, restituendo l’immagine di un’istituzione in espansione, sempre più riconoscibile e sempre più centrale nel sistema dell’arte contemporanea in Italia. Tra le novità la restituzione alla città dell’arena, che presto verrà resa agibile e che vede già in programma ad agosto, nelle serate del 9 e del 13, dei concerti con l’Accademia musicale Chigiana di Siena. Per settembre nell’arena sono previsti due giorni di eventi con musica ed anche un appuntamento inserito all’interno del cartellone ridotto del Festival estivo di Prato.

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